DESIGN ITALY EDITORIAL by Ranieri: While waiting for a date (and a protocol) for reopenings, the wedding is celebrated online. And with all-round consultancy service

L'EDITORIALE di DESIGN ITALY by Ranieri: In attesa di una data (e un protocollo) per le riaperture il matrimonio si celebra online. E con una consulenza a 360°

L’ultimo decreto Draghi ha spinto sull’acceleratore delle riaperture, graduali e calibrate in base ai dati epidemiologici, ma pur sempre a 360° in termini di settori coinvolti. O quasi. 

Perché del settore legato ai matrimoni non c’è traccia. Un settore che, da solo, ha registrato nel 2019 un giro d’affari che complessivamente si è attestato sui 15 miliardi di fatturato e che dà lavoro a più di trenta figure professionali in differenti segmenti (location, catering, sartorie, fiorai, fotografi, parrucchieri, wedding planner, artigiani, musicisti). 

Un settore che, intuibilmente, ha pagato un conto carissimo per le restrizioni legate alle misure di contenimento del contagio e che, allo stato delle cose, è uno dei pochissimi ancora in attesa di un calendario delle riaperture. 

Nei primi 10 mesi del 2020 ci sono stati 85mila matrimoni, quasi la metà rispetto allo stesso periodo di riferimento del 2019 (i matrimoni celebrati tra gennaio e ottobre del 2019 erano stati 170mila).

Ma l’indotto è crollato assai di più del 50%: il giro d’affari è infatti passato da 15 a 2 miliardi di euro, cifra che, in termini percentuali, significa -90% su base annua. Le cause, tuttavia, superano il perimetro più intuibile, legato alla sospensione dei matrimoni per decreto in alcuni periodi dell’anno. Perché molto dipende dall’assenza, ad oggi, di un protocollo sanitario che disciplini il settore – come ad esempio le recenti disposizioni per le riaperture di cinema e teatri – che conferisce ulteriore incertezza. 

La conseguenza? Ulteriori rinvii della ripresa. 

Ma c’è chi ha deciso di non aspettare più. E, quindi, di sposarsi bypassando le attuali limitazioni e facendolo online. Apripista New York un anno fa: ad aprile scorso, infatti, il governatore Cuomo era stato il primo a dare il via libera a celebrare le nozze su Skype o Zoom. A ruota seguirono altri Stati americani e perfino gli Emirati Arabi. 

In Italia il trend è in crescita e sta iniziando a dare frutti generando anche le prime ricadute sul settore in settore in senso più ampio. Chiarita la validità del ”sì” online dal punto di vista legale – equiparato in tutte le sue forme ad un matrimonio tradizionale - si passa all’organizzazione che, venuta meno la scelta della location, conferisce nuova centralità al tema della lista nozze. E non solo, perchè la differenza la stanno facendo i servizi di consulenza ad hoc personalizzati che accompagnano gli sposi in tutte le fasi, ben oltre la scelta della lista di regali di una volta.


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