REPORTAGE: Mirabilia

Mirabilia

E’ alla Triennale di Milano la mostra “Mirabilia”, prorogata sino al mese di Aprile, appartenente al ciclo “Mestieri d’arte”& Design, con la quale la Triennale e la Fondazione Cologni desiderano dare il giusto riconoscimento a una selezione di maestri d’arte milanesi.


Sono in mostra circa quaranta manufatti contemporanei, pezzi unici, o serie in edizione limitata, che rappresentano i segreti del mestiere di altrettanti atelier artigianali. Questa wunderkammer rappresenta una tendenza del nuovo design. 

Tornare all'atelier significa per i designer contemporanei ritrovare la possibilità di superare i limiti della standardizzazione e di liberarsi dai vincoli della fattibilità connessa ai valori di mercato dei beni seriali. Vuole dire riaffermare il primato del fatto a mano sulla produzione industriale. Il design artistico è espressione di un nuovo umanesimo. E’ un’attitudine leonardesca che restituisce al mestiere il ruolo di atto creativo nella sua accezione primordiale: dare forma alle cose, trasferendo loro, attraverso la modellazione manuale, un afflato vitale.


I designer che vivono la loro professione, quasi come missione, non vi vedono contraddizione, anzi trovano il design artistico propedeutico a quello industriale e lo praticano in parallelo per raggiungere nuovi traguardi nella sperimentazione, attingendo sapere e tecnica degli antichi mestieri, dei quali il territorio italiano è ancora ricco. 


Tra le creazioni in mostra vi sono esemplari virtuosi di gioielleria, come il collier firmato Antonini; spettacolari abiti da sera, come l’abito rosso del 2014, con preziose decorazioni ricamate da Pino Grassi Ricami Alta Moda, di Armani Privè; la libreria girevole in legno di pero di Cini Boeridel 1989, prodotta da Bottega Ghianda; il busto Argesh in carta, carta velina, carta silk, carta a mano giapponese e colla vinilica di Caterina Crepax; il tavolo basso “Facciata Quattrocentesca “ in legno e metallo serigrafato e laccato a mano, disegnato da Barnaba Fornasetti nel 2020; il vaso “Double blu”, composto di strisce di cartoncino, garza di cotone e vinavil di Daniele Papuli; il Kit Legnamè, cassetta degli attrezzi da falegnameria in noce canaletto e ulivo, disegnata da Giacomo Moor e realizzata dal maestro Giordano Viganò.



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