EDITORIALE DI DESIGN ITALY di Ranieri: Perché Miami? Un ventaglio di opportunità ancora in rapida crescita

Design Made in Italy e Miami non sono due mondi così distanti l’uno dall’altro. Scopriamo perchè nell’editoriale di Ranieri.

 

Miami e Made in Italy potrebbero essere due facce della stessa medaglia: non nel senso di una reciproca opposizione, ma, al contrario, di due declinazioni che si autoalimentano con scambievoli benefici. Non solo perché a Miami il Made in Italy è ormai più di una moda passeggera quanto piuttosto un trend consolidato, ma anche perché gli attori economici (di qualsiasi dimensione e settore e che abbiano o meno un riferimento evidente all’Italia ed al Made in Italy in questo caso) che decidono di aprirsi al mercato statunitense partendo da Miami ne ottengono concreti vantaggi. 

 

Facciamo qualche esempio, contestualizzandolo, cominciando dai dati che riguardano il volume di esportazioni provenienti dal nostro Paese. Gli USA sono il primo Paese extra-europeo per flussi di beni e prodotti importati dall’Italia: €31,4 miliardi nel periodo da gennaio ad agosto di quest’anno, €42,4 miliardi nel 2020 e €45,5 miliardi nel 2019. Per quanto riguarda Miami più da vicino, inoltre, i benefici di fare business nella città più famosa della Florida sono eterogenei, a partire da un regime fiscale agevolato rispetto a quello degli altri Stati nordamericani sia a livello pro-capite – non c’è tassazione sul reddito individuale – che societario – la corporate taxation in Florida è ai livelli più bassi negli Stati Uniti. Senza dimenticare, naturalmente, che Miami fa rima nell’immaginario comune anche con il concetto di lusso e di tutto quanto gli ruota intorno. E che quindi, dal punto di vista italiano, è meta d’elezione per le cosiddette 3F del Made in Italy, vale a dire food, fashion e furniture. E, per inciso, di recente le importazioni relative al mondo del design hanno addirittura sopravanzato quelle relative al comparto alimentare. 

 

E senza dubbio un ulteriore motore di crescita per il design italiano a Miami deriva dalla spinta che il settore immobiliare sta registrando nello Stato americano, con la pandemia che ha solo accelerato un rialzo già evidente da quasi 5 anni. L’innesco è da ricercare nella riforma fiscale del 2017, il quale ha reso la Florida in generale, e Miami nello specifico, una meta ambita per un ampio ventaglio di fasce di popolazione di reddito medio-alto. La gestione della pandemia, con meno restrizioni rispetto al resto del mondo ed un clima gradevole per larga parte dell’anno hanno dato poi un ulteriore slancio all’immobiliare destinato ad aumentare nei prossimi anni. 

 

In questo contesto l’intento di dare un segnale forte viene da Design Italy, che è stata selezionata per partecipare all’esposizione SustainabItaly - People, Planet, Prosperity al Wolfsonian Musem di Miami – appena inaugurata e aperta fino al prossimo 20 marzo – con l’obiettivo di dare forma ad alcuni concetti che da anni rientrano nel DNA stesso di Design Italy: sostenibilità, funzionalità e responsabilità ambientale

 

 

 

Ranieri