Alba Cappellieri is currently a professor of jewellery design at the Milan Polytechnic and a reference figure in the jewellery fashion

Alba Cappellieri intervistata da Cristina Morozzi

Leggi l'intervista di Alba Cappellieri di Cristina Morozzi per Design Italy. Una professionista appassionata di gioielli conosciuta in tutto il mondo.

Alba Cappellieri, laureata in architettura e attualmente docente di design del gioiello al Politecnico di Milano.

Dal caso e dalla passione è nato un nuovo ruolo professionale poiché Alba è diventata una figura di riferimento nell’ambito della gioielleria e bigiotteria, contribuendo in modo determinante alla sua valorizzazione culturale.

Ad oggi e’ curatrice di varie mostre, dedicate ai gioielli e ai bijoux, tra le quali merita ricordare “Gioielli alla moda” di Palazzo Reale a Milano nel 2016, che ha messo in luce i capolavori della scuola lombarda di bigiotteria. 

Anche la Triennale di Milano ha ospitato varie mostre dedicate ai gioielli creati da molteplici designer italiani, la prima nel 2004 “Il design delle gioia”, cui ha fatto seguito nel 2013 “Il design italiano incontra il gioiello”, Alba ha anche curato la mostra “Diva! Il glamour italiano nel gioiello moda” all’Istituto italiano di Cultura di Abu Dhabi e del relativo volume/catalogo.


CM
Raccontami l’origine del tu impegno professionale nell’ambito del gioiello.

AC
Il gioiello ha scelto me
. Mi sono laureata in architettura ma approdata a Milano, ho iniziato con qualche collaborazione alla rivista Domus. Alberto Seassaro, professore del Politecnico di Milano, mi invitò a fare qualche corso ma fu Andrea Branzi che mi suggerì di occuparmi del gioiello e fu la scelta giusta al momento giusto. Come spesso accade è stato il caso perché ho cercato di creare un ponte tra la classica cultura del progetto e la manifattura orafa e mi sono immersa in questo mondo, trovando tanti tesori.

CM
Il tuo percorso è costellato di importanti mostre e di prestigiosi traguardi, come la direzione del Museo del Gioiello di Vicenza. Ripercorriamo qualche tappa.

AC
Mi sono appassionata, ho fatto ricerca e mi sono resa conto che era un mondo vasto, pieno di sorprese, che si prestava come soggetto di corsi di formazione che unissero invenzione a maestria esecutiva.

CM
Ritengo che tu abbia introdotto un nuovo approccio alla disciplina. E’ corretto?

AC
Ho indirizzato la gioielleria dall’ambito della manifattura d’eccellenza al progetto e mi sono resa conto che sia nella gioielleria che nella bigiotteria sono ricorrenti varie innovazioni tecniche.
Ho cercato contatti con le aziende e con i creativi, ad esempio ho stimolato Swarovski a cambiare taglio a suoi cristalli per rendere più varie e ampia la sua produzione.
In sintesi mi sono avvicinata al settore con la mentalità del designer e non dell’orafo.

Cristina Morozzi


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